Il migliore dei mondi possibili?

Il migliore dei mondi possibili?

Oggi abbiamo deciso di commentare un articolo di Alessandro Sahebi il quale ha provato a formulare tre ipotesi per cui si potrebbe forse arrivare a parlare di un “mondo migliore”, l’input è arrivato da alcune storie su Instagram, piattaforma sempre più utile all’informazione consapevole.


Il primo punto afferma che si potrebbe “porre un limite alla ricchezza”, paragona infatti la ricchezza alla velocità, la quale portata all’eccesso potrebbe rivelarsi pericolosa per la comunità e sottolinea che oggi più che mai la ricchezza è sinonimo di “potere” soprattutto in una democrazia dove “un’eccessiva asimmetria” non è mai un fattore positivo.

Personalmente non appoggio del tutto questa affermazione, o forse solo in parte; penso che nel 2022 bisognerebbe riflettere più sul porre un “limite alla povertà” piuttosto che un “limite alla ricchezza”, per me ricchezza è spesso, anche se non sempre sinonimo di meritocrazia, sudore, sacrifici, di una vita che ti sta ripagando per tutta la fatica che magari si è fatta e che nonostante la propria “ricchezza” si sta continuando a fare.

Basti pensare a tutti gli imprenditori, che partiti da zero hanno deciso di tentare la fortuna proprio come una roulette russa lasciata al caso, magari mettendosi sulle spalle mutui e investimenti provando a creare un piccolo o grande impero che sia. Creano posti di lavoro e fanno arrivare le famiglie a fine mese, per questo dico che non mi trovo tanto d’accordo con questa affermazione: forse però che la ricchezza è sinonimo di potere non è un ragionamento del tutto sbagliato, bisognerebbe però riflettere sui singoli casi, perché la ricchezza unita al buon senso può portare anche a tanta beneficenza e ad azioni positive per la società e per i più bisognosi.

Dobbiamo porre l’accento e riflettere più sul diminuire le grandi differenze sociali, non è possibile che in una società così avanzata, ci siano ancora paesi dove non esiste l’acqua corrente, dove si muore di fame e dove la vita diventa più “sopravvivenza” che “godimento”.

Il secondo punto tratta di quali potrebbero essere i nodi da sciogliere in questo mondo così veloce e così in cambiamento. Si dice che “il progresso è l’unica via di creazione” e che forse si stia trascurando il valore del pensiero, mirando solo al progredire verso l’infinito: ammetto che questi sono temi difficili da trattare ma ancor di più da affrontare nella realtà, ne potremmo parlare a lungo e ognuno di noi potrebbe dire la sua opinione, però credo fortemente che il mondo in sé sia una macchina troppo grande difficile da fermare per sistemare i problemi che noi stessi abbiamo creato.

Per sua natura è un sistema in continua evoluzione, come anche l’uomo; siamo creati per progredire, per inventare, per migliorarci, ma tutto questo toglie attenzione al pensiero, dal peso delle parole e dalla ragione che spesso viene trascurata.
Bisognerebbe valorizzare di più la mente umana, ma non solo per la creazione di nuove invenzioni, ma anche per la cultura, i libri, qualsiasi forma d’arte che viene spesso messa in secondo piano.

Il terzo punto è molto interessante a mio avviso e cito: “l’unico modo per brillare è farsi notare”, in sè la frase non è del tutto veritiera, ma credo che le nuove generazioni siano molto condizionate dalla fama e dalla popolarità come unica soluzione per stare bene.

Nuova visione della vita potrebbe essere quella di abbassare i riflettori sugli altri e verso se stessi, una vita in ombra non è per forza una vita spenta.

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